Zona 5: basta degrado nelle periferie, necessaria l’integrazione di telecamere private e comunali per un maggior controllo del territorio

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Zona 5: basta degrado nelle periferie, necessaria l’integrazione di telecamere private e comunali per un maggior controllo del territorio

Ho proposto un servizio di volontariato a supporto della polizia locale e che funga anche da assistenza per la critica situazione del Gratosoglio. Dall’autunno non si è più visto niente.
Oltre a ripristinare questo servizio, chiedo un cambiamento nel sistema di prevenzione e polizia, con l’integrazione delle telecamere private e comunali, per avere una visione live del territorio, almeno al Gratosoglio e in altri 4-5 quartieri più difficili da controllare in tempo reale, secondo un sondaggio degli scout di zona è altissima la percentuale di commercianti che hanno subito il racket».

La situazione nella Zona 5 è critica, questo che segue è un breve resoconto estratto da Le Voci di Milano de Il Giornale, nuova inchiesta sulla situazione delle Municipalità milanesi.

Traffico di rifiuti gestito dai rom, nuovo incendio pochi giorni fa E così le aree agricole sono inquinate da diossine e metalli pesanti,

Ormai il terreno è talmente inquinato da aver fatto guadagnare all’area il triste titolo di Terra dei Fuochi milanese. Si tratta complessivamente di circa 12 ettari di campi coltivati – i prodotti agroalimentari vengono normalmente commercializzati – contaminati da metalli pesanti, diossine, policlorobifenili, furani e composti genotossici scoperti grazie a due ricerche effettuate recentemente dall’agenzia ambientale europea Ispra. La contaminazione da diossine sarebbe superiore ai limiti di legge di oltre venticinque volte, per questo i terreni sono considerati pericolosi sia per le persone che per gli animali. Finora le indagini della magistratura e le prime condanne non sono riuscite ad arginare il problema. Uno scempio ecologico che si estende fino alle porte di Gratosoglio: il quartiere le Terrazze nel giro di pochi anni è diventato un’immensa discarica abusiva. Così come a Besmetto, lungo l’Alzaia Naviglio Pavese, nel quale i terreni abbandonati sono colmi di ogni genere di rifiuti. Scenario simile a via Romilli, dove i residenti segnalano un campo diventato ormai una «ratteria». Le discariche proseguono in via Chiesa Rossa, non lontano dall’ex Cartiera Binda trasformata in un bellissimo condominio residenziale. Proprio qui c’è il canale nel quale il Lambro meridionale si infila sotto il naviglio: l’immondizia che porta con sè è talmente tanta da accumularsi a ridosso dell’argine, così cattivi odori e degrado sono diventati ordinaria amministrazione. Nella vicina via Dei Missaglia, invece, i sacchi neri destinati ai cassonetti sono abbandonati nelle aiuole. Mentre a pochi passi dalla splendida abbazia di Chiaravalle i nomadi sgomberati sono tornati, e insieme a loro sono ricomparse discariche e degrado. Come in una sorta di fogna a cielo aperto sulla quale la malavita ha già allungato le mani.

E quello dello smaltimento illegale di rifiuti non è l’unico affare su cui il racket si concentra. Una recente indagine pubblicata dal blog Mafie in Lombardia ha svelato la terribile situazione nella quale si trovano i commercianti di Gratosoglio. Dallo studio è emerso che il 62 per cento pagherebbe il pizzo ai clan e che il 12 per cento avrebbe addirittura subito intimidazioni fisiche. Inoltre sembra che la proprietà di sei immobili commerciali su dieci sia riconducibile a persone vicine alla criminalità organizzata. Che, come in altre parti della città, gestisce anche le occupazioni abusive delle case popolari. Succede in particolare allo Stadera e alle Terrazze. La situazione è da allarme rosso fra le vie Neera, Barilli, Palmieri e De Sanctis dove solo pochissime abitazioni sono state assegnate regolarmente. Stessa musica in via Pichi e via Montegani, dove ancora oggi gli appartamenti sono utilizzati per i soggiorni obbligati di alcuni detenuti. Ma la situazione non riguarda solo gli alloggi pubblici: anche in viale Bligny, in particolare al 42, è capitato che un cittadino si assentasse per due giorni e al suo ritorno trovasse qualcun altro che si era sistemato in casa sua.

Il lungo viaggio attraverso gli affari sporchi della malavita parte da viale Bligny per raggiungere i palazzoni popolari di Gratosoglio.

INSICUREZZA

Da piazza Maggi e dintorni, dove la farmacia di zona è diventata il bancomat dei rapinatori, ai giardinetti di via Don Rodrigo, dove le mamme ormai hanno paura di passeggiare con i bambini, sono davvero tante le aree nelle quali i cittadini non si sentono più sicuri. Il disagio è molto forte anche in piazzale Corvetto: camminare di sera è diventata una scommessa contro i furti e le rapine diventati ordinaria amministrazione. Poco distante c’è la stazione di Rogoredo che, nonostante l’arrivo dell’alta velocità, è ancora un luogo mal frequentato. Anche a causa della presenza di due mercatini abusivi nei quali si vende merce contraffatta e rubata. Molto insicuro è anche il quadrilatero fra via Baroni, via Neera, via Rimini e via Saponaro. Mentre più in periferia sono i campi rom ad alimentare la paura, anche a causa del malaffare che imperversa nella zona. Da via Chiesa Rossa a via Selvanesco i nomadi sono ovunque, a dispetto degli sgomberi.

TRAFFICO

A far arrabbiare i cittadini ci pensa anche Palazzo Marino, che ha deciso di fare cassa con gli autovelox. In via Dei Missaglia una delle poche arterie a scorrimento veloce per entrare in città – il limite di velocità è passato da 70 a 50 chilometri all’ora. Tradotto: le multe sono decuplicate e il traffico non ne ha giovato. Sull’asse di via Montegani, invece, a far infuriare è la sosta selvaggia sulle strisce gialle. I vigili non passano mai e così per i residenti trovare un posto è una chimera. Proseguendo via Saponaro e via Baroni sono le buche nell’asfalto a creare continui disagi agli automobilisti, mentre in piazza Abbiategrasso i cittadini aspettano ancora il parcheggio di interscambio per la fermata della metro. Infine ci sono via Ripamonti e via Manduria con i sensi unici che intasano la circolazione.

DEGRADO

In via Riva di Trento sono gli edifici abbandonati e occupati dagli extracomunitari a ostacolare il rilancio del quartiere. Operazione che è stata tentata al parco della Resistenza fra via Balilla, via Tabacchi e via Giambologna dove però le targhe di intitolazione del giardino sono state distrutte, imbrattate e vandalizzate. Il degrado continua anche intorno alla stazione di Rogoredo, così come in via Sant’Arialdo e via San Dionigi, abbandonate nonostante la presenza della bellissima abbazia di Chiaravalle.

DISCARICHE ABUSIVE

La Zona 5 si è anche guadagnata il poco invidiabile titolo di «Terra dei fuochi» di Milano. Il motivo? Gran parte del Parco Sud è una discarica abusiva di rifiuti pericolosi. E l’aspetto peggiore è che questa spazzatura viene smaltita attraverso roghi che inquinano suolo e aria. Succede in via Selvanesco, lungo Alzaia Naviglio Pavese e in via Chiesa Rossa. Ma anche in via Dei Missaglia non è difficile trovare grossi sacchi neri abbandonati per strada.

OCCUPAZIONI E BIVACCHI

La presenza dei rom è molto avvertita anche fuori dai campi. Il Centro Leoni di via Spadolini è diventato il rifugio di fortuna di molti nomadi, così come il parco delle Memorie Industriali. Occupata illegalmente è anche l’ex scuola elementare di via Cassoni, abitata da circa 50 irregolari. L’illegalità è molto diffusa anche nelle case popolari del Gratosoglio e dello Stadera, dove tantissimi residenti le abitano senza diritto. E così degrado e spaccio crescono qui come in altre zone. A partire da via Boncompagni, via Saponaro, e viale Bligny, dove i residenti cercano di contrastare i pusher con feste nei cortili.

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